Pazienti malnutriti


A fine 2009 l’unità operativa ha in carico 469 pazienti di cui 2 sono in trattamento da più di 16 anni e 31 sono in cura da più di 10 anni.

La nutrizione artificiale in questi pazienti serve per recuperare e poi mantenere lo stato di nutrizione quando l’alimentazione normale non è sufficiente o è impossibile.

La maggior parte di questi pazienti hanno il problema della disfagia ossia una mancata coordinazione dell’atto della deglutizione per cui quando infoiano i cibi e specialmente i liquidi questi invadono la via aerea e il paziente, caratteristicamente, ha degli accessi di tosse. Ma la NA viene usata anche per pazienti con neoplasie che impediscono il transito dei cibi (tumori del capo e del collo, tumori dello stomaco e del pancreas) o che compromettono il funzionamento dell’intestino (tumori addominali, carcinosi peritoneale). Viene usata anche nei pazienti anoressici e per la preparazione agli interventi chirurgici o per il trattamento delle complicanze chirurgiche.

In questi pazienti la NA ha un significato sempre molto importante in quanto permette di evitare che la malattia del paziente determini una grave malnutrizione che quasi sempre è la causa dell’evoluzione infausta.

I pazienti afferenti all’Unità Operativa sono completamente coperti da una legge regionale (DR 7872/94) di cui il Prof. Cappello è stato il promotore e dalle successive sue modifiche che garantiscono per ciascuno il rifornimento gratuito di tutti i materiali necessari alla Nutrizione Artificiale. Il paziente deve essere preso in carico dall’Unità Operativa dopo di che la su a ASL gli fornirà il necessario. La legge è valida per il territorio del Lazio, ma altre regioni hanno elaborato leggi simili.

E’ tuttavia necessario che il paziente venga a visita al Policlinico (edificio Bassotto) e venga qui sottoposto ad impedenziometria (per valutare l’entità del danno nutrizionale). I parenti devono partecipare ad un corso di preparazione di 3 ore che si tiene tutti i sabati, sempre al Bassotto, dalle ore 9 alle ore 12, dopo di che ricevono tutti i materiali necessari per iniziare la cura.

Quanto costa?


La Nutrizione Artificiale Domiciliare nei pazienti malnutriti è una prestazione garantita dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per le visite ambulatoriali bisogna portare un'impegnativa del Medico Curante per "Visita Chirurgica" (il ticket da pagare è di 16 euro) e per "Impedenziometria" (il ticket da pagare è di 12 euro).

Sulla base del regolamento della Regione Lazio il trattamento domiciliare dovrebbe essere completamente gratuito:
> soluzioni nutrizionali
> pompe
> sacche sterili
> misuratori della glicemia
vengono concesse in regime di completa gratuità: il paziente deve andare periodicamente alla sua ASL a ritirare i materiali e li utilizza presso il suo domicilio seguendo le indicazioni del Prof.Cappello e mantenendo un contatto telefonico con il Servizio di Nutrizione Artificiale.

In realtà, però, alcume medicine che sono indispensabili per la normale gestione del trattamento (farmaci per inibire la secrezione acida dello stomaco e farmaci per controllare la canalizzazione dell'intestino) non sono concessi da alcune ASL che interpretano la legge regionale in modo restrittivo. In ogni caso questi farmaci (che il paziente dovrà necessariamente acquistare) non hanno un costo eccessivo.